Quindi è tutto molto bello. Ma non altrettanto vero.

Del resto chi dice che bello e vero vadano a braccetto non sa di parlare di due ubriachi che si accompagnano vicendevolmente a casa per tutta la notte.

Facendo la spola.

Fra l'isola e la terra ferma.
Tra il sogno di ieri, così bello e affascinante.
E la realtà di oggi, il sogno realizzato, così realizzato e così piatto.

Una piana incolta, perché il sole si è preso tutto.
O una piana incolta perché incolto è chi la abita.

Quindi

lo so che il template fa cacare, tempo al tempo.

Appena comprato il nuovo diario per l'anno scolastico, la prima cosa che facevo era prendere la penna buona e iniziare a riempirlo con le classiche frasi di Jim Morrison e Madre Teresa.
Le stesse dell'anno precedente.

Tra le varie

"Se un giorno ti svegli e non vedi il sole o sei morto o sei il sole" (J.D.M.)

e

"If you love somebody set 'em free" (Sting)

c'era la fantastica "Fermate il mondo, voglio scendere" (Mafalda/Quino)

che sicuramente nella mia follia adolescenziale avrò attribuito al sempre saggio James Douglas.

Ecco, da tre settimane è così che mi sento.
Il Mondo va avanti con le sue regole.
Chi non condivide o è semplicemente stanco, si attacchi.
L'unica cosa a cui aspiro oggi è la mobilità del balenottero spiaggiato.

Diventi adulto quando riesci a concepire la morte come parte della vita.
Non come un mostro informe che ripugna.
Ed è una merda diventare adulti.

Allora, facciamo il punto

.

Ok, bella battuta.

Ho iniziato la nuova collaborazione. Tutto molto bello e interessante.
E difficile.
E pauroso.

In 5 giorni ho imparato delle cose nuove ma ancora mi resta un mare da esplorare.
E mi manca da trovare la giusta collocazione per le cose che già so (e questo è il vero motivo della mia presenza qui).

Ieri siamo andati al cinemo a vedere Che Bella Giornata di Checco Zalone.
Un film stupiderrimo ma io, da brava stupidotta, ho riso come una pazza.
Mi fa morire, checcedevofà signora mia?

Lo stato d'animo con questo tempo umido non è dei migliori.
E la scarsa chiarezza dei discorsi altrui mi spinge a cercare significati fra le righe: ne sono esausta.

Provo ad essere l'analista di me stessa.
Lo devo alle entrate non proprio floride e al panico che inibirebbe il mio ingresso in qualunque Studio di Psicologi Associati.

Sento il peso di quanto mi viene silenziosamente rimproverato.
E passo il tempo a sezionare questa massa informe e incompresa alla ricerca di quella parte di sbagliato da mettere in tasca, nella continua speranza che a restare siano solo incomprensioni e malafede altrui.

E se non ci fosse nulla da leggere fra le righe?

In partenza, stavolta ho fatto la brava e ho finito di fare la valigia prima di Fidanzato.
Intanto lui ha caricato la macchina, ha accompagnato zio Lucy a portare l'olio e ha impacchettato l'impacchettabile sotto lo sguardo minaccioso di Madre.

Ho voglia di finire le cose smangiucchiate dal 2010.
E ho voglia di iniziare le cose che i suoi ultimi giorni mi hanno portato.
Non so ancora se davanti ho una strada spianata o se mi avvio sorridente verso un burrone.
Ma del resto il bello sta nella sorpresa, no?

Ieri ho aiutato mia figlioccia a fare i compiti.
Sarà la memoria che fa cilecca ma non ricordavo fosse tutto così difficile e complesso.
La crisi da stress – sguardo fisso e lacrime silenziose – di una bambina di otto anni al termine di un pomeriggio di studio non è una bella cosa.

Si parte. Ciao.

Digestione ancora in corso.
Mi si è depresso il cane.
La cugina ha preso la patente e oggi ho fatto la cavia.
Sono ancora viva.
È più brava di come ero io da fresca patentata.
Non che ci voglia molto.

Il lavoro procede a rilento, i bagordi e questa connessione leeeeeenta non favoriscono la produttività.

Il primo giorno del 2011 è passato senza troppi drammi.
L'idea del ritorno mi riempie lo stomaco di ansia, come l'appressarsi di ogni nuova avventura.

Qui al paesello fa freddino, sopratutto in casa.
Mia madre dice di non sentire freddo ma sta praticamente dentro il caminetto con addosso il piumino.
La sua stanza sembra una ghiacciaia e gli asciugamani stipati nell'armadio possono essere strizzati per ottenere scorte d'acqua di emergenza.

Mancano poche ore al 2011, si festeggerà secondo modalità ancora incerte.
Buon anno, chiunque voi siate, ovunque voi siate.

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