Archivio mensile:maggio 2003

questo è un accorato appello a un “Giardino di Mirò”, cioè il cantante.

Giardino sposami!!!
dai Giardino ti prego non fare così, e che sarà mai, ti chiedo solo di legarti a me per la vita, mica niente di impegnativo…vabbè, mi arrendo..starò qui con il cuore (anzi il Quore) trafitto ad attendere una vostra nuova esibizione live (mi gustava parecchio, non c’è che dire..)

piccolo mondo antico

due giorni sul lago mi bastano per riprendere le forze. Nel lettore “Daybreaker”, fra le mani “La Difesa di Luzin”(Nabokov), i piedi sul tavolino del salotto e la schiena a seguire il profilo panciuto della poltrona. così sto bene e dimentico tutto, anzi vado a visitare un mondo diverso da questo e dagli altri, sento i suoni che normalmente non colgo vedo finalmente un cielo terso, senza più apparizioni di ombre corrucciate.
Sento nell’aria che nuovi giorni stanno per iniziare.
un bacio a tutti.

“Tesoro mio, guarda le foglie
ma non chiederti perchè
sono così…verdi e succose
e da simbolo di vita diventano in un batter di ciglia
vita vera che si spoglia
e gialla diventa.

Tesoro bello, ti guardo negli occhi
e mi chiedo perchè
invece nei tuoi occhi un ombra offusca
il verde e fa
sparire la figura così definita che di te ho costruito

con le mie mani
con la mia testa con il mio stomaco
ti ho visto
pietra intoccabile e
pensiero inviolabile.

come le foglie diventi tesoro,
per la sofferenza fai passare la vita,
mi fai camminare per la via più estrema,
ma non so,
ancora no, se
prima o poi
ritornerai.
nelle mani,nella testa,nello stomaco.”

blooding heart

quore
..allora, facciamo con le sofferenze come si fa con le parole…prendiamo il nostro grosso cuore gonfio rosso fra le mani, accarezziamolo lentamente..scegliamo il nostro dolore e ripetiamolo all’infinito con la testa con il pensiero finchè non perderà di significato, in una approssimativa ma benefica lettura di Torah..
le parole, così, divengono semplici accostamenti di lettere e suoni, il dolore un semplice viaggiare di ricordi e momenti che a loro volta diventano giorni passati e ore e minuti.
e la vita sembrerà una parola masticata, con difficoltà ma digerita, e noi dei ruminanti a distruggere quanto di più atroce quel grosso cuore gocciolante fra le mani abbia potuto patire.
a questo punto il nostro cuore sanato ma ancora incerottato andrà riposto lentamente e con attenzione nel cassetto più nascosto, perchè ricominci a dare potenza al sangue e nell’oscurità del suo rifugio diverrà lucente e renderà inutile il resto, e il buio.

where is my mind?

Reportage
E Brian Molko nella sua infinita e fulgida bellezza disse:

“Sick and tired of George Bush’s farm
he’s a son of a bitch, with broken arms to wave
Your worries, and cares, goodbye”

Alcatraz-Milano 13/05/2003

quel piccoletto mi ha dimostrato di essere più di un personaggio patinato.cazzo fanno della musica allucinante.
è venuto giù il Mondo.
non ci credi se non li vedi(dal vivo)

Strange infatuation seems to grace the evening tide.
I’ll take it by your side.
Such imagination seems to help the feeling slide.
I’ll take it by your side.
Instant correlation sucks and breeds a pack of lies.
I’ll take it by your side.
Oversaturation curls the skin and tans the hide.
I’ll take it by your side.

tick – tock {x3}
tick – tick – tick – tick – tick – tock

I’m unclean, a libertine
And every time you vent your spleen,
I seem to lose the power of speech,
Your slipping slowly from my reach.
You grow me like an evergreen,
You never see the lonely me at all

I…
Take the plan, spin it sideways.
I…
Fall.
Without you, I’m Nothing.
Without you, I’m nothing.
Without you, I’m nothing.
Take the plan, spin it sideways.
Without you, I’m nothing at all.

 

fly up and stay up

Adagio Con Trasporto

ho chiuso gli occhi e ho fatto finta che nulla fosse
successo.
ora vedo il sole della mia nuova estate alle porte.
Supererò anche stavolta il dolore
alla bocca dello stomaco, e mi risveglierò
più bella.
prenderò dalla fenice la leggerezza
della rinascita
la folgore dagli occhi della sfinge.
nel sole ancora sarò e vedrò
nei tuoi occhi il torbido e la dolorosa
inutilità delle tue paure.
e sarà
pace.

confusion is sexy...

Cazzarola non ci sono!!!
sono in uno stato quasi narcolettico…vedo il mondo che va avanti e perdo il senso delle mie azioni ma mi sento anche più “produttiva”, casualmente produttiva…mah..questo limbo mi piace però, anche se non mi va tanto il motivo per cui ci sto…un bacio a tutti, buoni e cattivi belli e brutti.

In questa serata in cui mi trovo al limite della disperazione mi va di rievocare un post scritto oramai tempo fa …che possa lenire il dolore..stavolta il mio..

dedicato a me.

“domenica, febbraio 23, 2003

povera Rebecca, il sussulto del tuo cuore commuove i miei sforzi.Al centro di questa complicità il riflesso mio sul tuo volto, in te vedo me e non sai quante volte piango guardandomi allo specchio. Il tuo dolore muto mi stringe il cuore e l’unico mio gesto è accarezzarti i capelli.Stai zitta lì accovacciata sul letto e piangi senza lacrime. Il dolore mi fa paura, il mio e quello degli altri. Non lo so affrontare non so che dire. Appaio come incantata in un attimo di imbarazzo…sto zitta ti guardo non parlo..non so se capisci (forse si) ma il tuo pensiero è lontano dalla mia figura incerta.

Ed io qui, in piedi al tuo fianco, dalla finestra entra il sole ma non dentro di te. L’aria è pesante, vedi il pulviscolo filtrato dai raggi.

Rebecca mia dolce, la vita può essere bella se la guardi di sbieco, se la spii nei suoi movimenti segreti, se la scorgi da dietro un angolo..non devi fissare troppo a lungo il tuo sguardo sul suo fianco strisciante, impara i suoi tempi, seguila ed ammaestra il tuo viaggio.Ora ferma il tuo pianto segreto. E salvami dall’imbarazzo.”

Lui non chiama
..eppure era tutto così..perfetto…non so cosa sia successo.la sua voce, le sue promesse, le telefonate fino alle 6 del mattino mi mancano in modo sconvolgente.
Mai così forte è stato il richiamo nè ho mai sentito così impellente la necessità di un qualche segnale.
Questa volta ci sono dentro davvero e fa un male cane.io che credevo di essermi innamorata “spesso” ora capisco che i capricci e le lacrime già consapevoli di una qualche finzione non erano nulla in confronto a questo tormento continuo. Una tortura che consiste nell’osservare un telefono che si ostina a non suonare.
In tutto questo una domanda riecheggia insistente e pesante:Perchè?era tutto così bello…