Archivio mensile:aprile 2005

Come Quando Fuori Piove

Penso che non esista niente di più assuefacente e al contempo nauseante del giocare a Spider col piccì quando non ti ricordi bene perchè hai speso del denaro per comprare quell’aggeggio lì.
E’ un’esperienza devastante, che ti lascia lì rincoglionito anche dopo che i fuochi di artificio terminano di invadere lo schermo. E’ diventato un vizio. Una traGGedia. Non riesco a fare nulla col piccì che non sia preceduto da una seduta di Spider. Fino alla vittoria. Fino alla vittoria definitiva dell’uomo sulla macchina.
La cosa che mi rende molto nevrotica è anche il fatto che, dopo aver fatto secoli di gavetta alla corte della Regina in Materia, Sosetta, ancora io non riesca a giocare a 4 semi. Voglio morire ma non prima di aver visto piangere quel mostro di Compaq che mi ritrovo.
Esiste un codice deontologico del giocatore di Spider. Ma non sto qua a spiegarlo. Dovrebbe esistere anche un ‘Codice dello Spettatore’ atto a punire chi solo osa dire ‘ma dai, quell’asso va proprio sotto quel due…come fai a non vederlo’. Bisogna giocare in solitudine.

Il vero giocatore di Spider è un uomo solo.

Pensiero del 25 Aprile (quindi un pensiero di Liberazione)

Vorrei, come te, avere il nulla dentro
per poi, come te, non avere mai nulla da perdere.
Vorrei non avere Terra
e non essere sempre costretta a lottare,
disperata,
per rimanere in piedi.
E vorrei non avere cuore e memoria
per poter ignorare,
impunita, chi mi chiama.
Eppure ce li ho, e cerco di usarli a dovere.
Ma la lingua non riesco a tenerla a freno,
e la mente…
men che meno.
Le mani prudono alle volte e più spesso
ancora
non resta che strepitare,
per poi arrendersi e lasciare
agli altri
diritto di replica e di accusa.

Un po’ di acqua sul fuoco.

C’è un articolo di Severgnini molto carino. E sta qui.

Non c’è volontà di comprendere
e questo corrompe la società,
cui riesce più semplice credere
che i buoni son qua e i cattivi là.

Marlene Kuntz – A chi succhia

Ebbene si oggi c’ho proprio la logorrea.

Avete mai sentito parlare delle Farc? io poco, ma so che costituiscono la forza armata dei rivoluzionari colombiani. e so anche che la loro modalità di ricatto (o come lo si vuole definire, trattativa) consiste nel rapire dei politici colombiani di cui il governo stesso si disinteressa. Tra i rapiti c’è una donna che per la Colombia ha consacrato la sua vita e ha messo a repentaglio l’incolumità della sua famiglia. Questa donna sta nella giungla da tre anni con i signori di cui sopra e si chiama Ingrid Betancourt.
Il sito per promuovere la sua liberazione è
questo.
Ma se ci tenete visitate il sito delle
Farc, che c’hanno pure un sito, sti stronzi.

Oggi c’ho la logorrea.

Visto che questo mondo fa schifo e nessuno fa niente per niente e per nessuno, iniziate da qui e cliccate ogni giorno sulla seguente pagina www.aquaplastics.org che non vi costa nulla ed è cosa buona e giusta. Se poi, una volta sulla pagina, cliccate su "per donare" potete vincere, rispondendo ad una semplice domanda, un altro clic sulla pagina. Vabbè, queste cose si imparano solo facendole, per cui Fatele.
Un’altra iniziativa carina, ma siccome la promuove MTV non so a quanti potrà piacere, la potrete valutare sul sito
www.mtv.it/noexcuse oppure se già sapete che tra le cose che si possono fare c’è anche un’attività di ‘insegnamento’ e simili strettamente online, vi ricordo che la pagina sta all’indirizzo www.onlinevolunteering.org .

Fate Vobis.

PS. Stasera ci sono gli Afterhours a Milano, dovrei prendere una decisione sul da farsi nell’immediato futuro. Che faccio? vabbè.

Arditi e ardenti sostenitori del Libero Stato senza Libera Chiesa si preoccupano per l’elezione di Ratzinger piuttosto che di un altro cardinale. Perchè? Davvero è così importante per chi non si occupa di Chiesa&co da anni che Benedetto XVI abbia una posizione piuttosto che un’altra su alcune tematiche salienti del nostro secolo?
Se qualcuno mi sa rispondere lo faccia pure nei commenti, adducendo valide motivazioni (cioè non vale dire ‘perchè mi sta sul cazzo’, ‘perchè mi impedisce una buona digestione’ etc.).

Avvertenza: I bambini al di sotto dei 36 mesi e chi sa di non essere gradito abbiano il buon gusto di tacere. E anche chi nella sua vita ha detto "se vedo un omosessuale per strada cambio marciapiede" e adesso si fa paladino della giustizia senza aver mai fatto un pubblico mea culpa, è tenuto a contenersi nelle sue posizioni.

Chi, lui? E’ uno che scappa, che vive scappando. E quando non scappa – forse perchè dorme – cerca di convincersi che non è lui a correre, non è lui ad avere il fiatone, ma sono gli altri ad alitargli in faccia la loro stupida esistenza. Gli altri con le loro pragmatiche camminate verso l’ufficio, con le loro facce medie sotto i cappelli dei giorni invernali.
Al risveglio è sempre un altro. O almeno è convinto di esserlo. Solleva di scatto la schiena dal materasso, grondante di sudore. L’incubo è passato: "io sono diverso". Non fa mai la stessa strada del giorno prima. Ha paura di rimanere imprigionato nella noia mortale di chi sceglie il percorso più breve. "Poverini quegli omini con i loro cappellini ed i loro problemini da curare", va cantando in un momento di estasi creativa. 
Quale giro vorticoso fanno i pensieri nel suo cervello? Sicuramente non sarà mai lo stesso percorso, anche se spesso il caso vuole che sia molto molto breve.Vi stupirà, ma nemmeno lui lo sa. L’importante è che voi ve lo chiediate, o meglio ancora, che glielo chiediate. 
Poi riprende a correre perchè vedere sempre le stesse facce stanca. O forse vedere Quelle facce. Che ti ricordano un passato banale eppur pesante. Una cosa che altro non è se non un fardello, una sacca di stracci bagnati sulle spalle. E allora è meglio correre, non stare mai fermi…sai che noia.
Meglio mettere il nero dove tutti vedono bianco, meglio mettere la scarpa destra al posto della sinistra. In un continuo mettere un segno meno davanti. In una continua equazione sbagliata.
L’importante è che nessuno capisca. L’importante è che siate voi a corrergli dietro.

Eppur si muove.
Controsciampo is back (purtroppo).

"Che handicap, quest’anima!"

(Saul Bellow, Herzog)