Archivio mensile:maggio 2005

Ei fu
(ode al pesce – non c’è nulla di pornografico)

Once upon a time (cinque anni orsono), alle inquiline di casa Cimiano (Briggitta e la sottoscritta) venne in mente la balzana idea di acquistare alla fiera degli obei-obei due pesciolini meravigliosi che, in onore del nostro amico pasticcione GianLuca, presero il nome di Gian e Luca.
Da allora, la vita è stata un sollazzo, un divertimento unico. Il pesce è l’animale di compagnia che più di tutti ti movimenta la vita.
Specie quando devi partire e non sai dove abbandonarlo (noi non siamo come quelle che se lo abbandoni il bastardo sei tu…).
Dopo vari tentativi di suicidio dei due, che cercavano di abbandonare, in cerca di migliori lidi, la vaschetta (un recipiente che mia mamma avrebbe voluto rivedere dentro i pensili della sua cucina) , uno (non ricordo più chi dei due) si è spento, lasciando l’altro ad affogare i dispiaceri nell’alcool che immancabilmente qualcuno gettava nel recipiente succitato, durante le esilarantissime feste e ricevimenti che le padrone di casa amavano dare.
Da allora, anni interi di cordoglio sono passati. Ma lui resisteva, diceva di voler fare compagnia alle blatte che sole rimarranno a popolare questo mondo dopo il peggiore attacco atomico della storia.
Ha resistito a cambi di coinquiline più o meno affettuose, ha resistito al tubo di scarico del lavandino del bagno mentre Sosetta cambiava l’acqua, ha resistito alla già descritta vedovanza, ha resistito a periodi di carestia dovuti alla pigrizia nel fare la spesa anche per lui, ha resisito a un trasloco, a una lite su chi l’avrebbe dovuto tenere in cui ho perso, ma giuro che pagavo gli alimenti, ha resistito a un periodo di permanenza in casa dei vicini Egiziani detentori di due figli sicuramente pescicidi (ci accoltelleranno tutti! – la Beata di S.ra Dorina).
Ma oggi, qualcosa è cambiato. Ci ha lasciati. Perchè tutti gli animali iniziano ad assomigliare a coloro con cui vivono. E se la finale di Istanbul (non Istambul, cme mi dice la Bridget) può essere affrontata dolorosamente ma con successo dall’uomo (o da Briggitta), un pesce non può tanto.

Addio Gian (o Luca, chiunque tu sia), spero che ci guarderai da lassù e avrai per me, tua perenne amica e protettrice, un occhio di riguardo.
Poi, vabbè, c’avevi anche i tuoi anni, non è che potevi continuare a occupare spazi vitali a scrocco in eterno…
Insomma, era ora.

Perchè odiare è un diritto, ma più spesso ancora è una scappatoia.

 

Per non essere ripetitiva…

"Giù nella città,
dove ogni strada sa
condurre fino a te,
e io no…"

Stamattina, mentre rassettavo la casa e premeditavo la mia assenza dalle lezioni, ascoltavo dopo lungo tempo "Quello che non c’è".
Pensiero logicamente conseguente:
– Questo si che è un album e non un gettone di presenza.

Ogni riferimento a "Ballate per piccole iene" non è casuale.

Per quanto mi riguarda, è già tanto se mi ricordo come si gioca a rubamazzetto…

ps. Splinder, l’idea del cancelletto nei commenti non è affatto geniale, anzi mi irrita.

Nella partita hai sbagliato un’ altra volta.
Le tue carte non sono giocate male, le hai semplicemente mandate al rogo.
E l’unica cosa che mi corre in testa di continuo è "mamma mia che stupido…stupido, stupido, stupido."

Ommioddio la staffetta dell’Umberto.

Volume totale dei file musicali:  Su 20 giga di HardDisk potrei stimare una quantità pari ad almeno 5 giga di mp3 e mpg musicali. Il genre è molto molto vario. Quasi un vanto nella sua eterogeneità (da Tom Waits a Britney Spears…) 

L’ultimo cd che ho comprato: scavando nei ricordi più remoti posso citare "Days before the day" degli Yuppie Flu, comprato a Firenze a gennaio – il 7 mi pare. Ma che memoria ho?

Canzone che sta suonando ora:  5 minuti fa, Malvivente dei Virginiana Miller, poi mi sono lanciata in aula informatizzata.

Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso (o che significano molto per me):
1. Harder – PJ Harvey

2. Goccia – Cristina Donà

3. Danza – Marlene Kuntz

4. Y Control – Yeah Yeah Yeahs

5. Red Fish – MiceVice

Cinque oppure un numero a piacere di persone a cui passo il testimone:

Mio cugino : http://maurodog.splinder.com

Sosetta : http://saventana.splinder.com

Luu_rid : c/o http://godtaxidriver.splinder.com

Mia cugina : http://saretta83.splinder.com

Teoh : http://theoty.splinder.com

Ringrazio Umbertone Palazzo per avermi passato il testimone!

Del perche’ non leggo libri scritti ieri

All’estremità di quella distanza infinita si gioca un giuoco in cui uscirà testa o croce. Su quale delle due punterete? Secondo ragione, non potete puntare né sull’una né sull’altra; e nemmeno escludere nessuna delle due.
Non accusate, dunque, di errore chi abbia scelto, perché non ne sapete un bel nulla.

(Blaise Pascal – Pensieri)

Oggi mi tratto bene

Visto che ho avuto la decenza di alzarmi stamattina con l’intenzione di partecipare attivamente alla consueta lezione di Sistemi Informativi 2 (un altro aperitivo al Capocaccia sarebbe piu’ divertente, ti ho detto tutto), ho stabilito che sono troppo brava e oggi mi merito il meglio.
Dopo un salto all’ S-lunga ne esco con una bottiglia di vino francese, un pacco di Duracell da 8, tipo AAA, e un pacco da 10 di penne BIC (sono per le economie di scala).
Ma non e’ certo con le pile e le penne che mi tratto bene.
Antipasto di formaggio e salumi, adoro la carne prêt-à-manger, pasta al pesto, bistecchina alla piastra, pesche sciroppate e caffe’. E il vino.
Che mi e’ piaciuto tanto, mannaggia li pescetti.

Epilogo.
Ebbene si, l’ho finita davanti alla televisione, a ridere per le vicende di Ivan Cattaneo narrate a L’Italia sul Due, pensa che fine.
Ciucca come non mai, mi son messa a urlare senza ritegno (povero il mio vicino siberiano) l’opera omnia della signorina Harvey, ribadisco senza ritegno.
Decisa a mantenere i miei impegni e a non tradire il mio contratto con gli elettori, sono scesa in aula informatizzata e mi dedico all’ormai usuale cazzeggio, che merita di essere onorato come le altre attivita’ frutto del lavoro dell’uomo.
Sono entrata farfugliando qualcosa all’amico Suman che disegna in quanto designer. Si dev’essere capito che non sono molto sana in questo momento, spero che nessuno mi rivolga la parola da adesso alle prossime due ore.

Splinder, l’ho raccontato solo a te.

Importante: Sosetta e’ pregata di cliccare sul link sopra per andare a gustarsi le meravigliose parole del tipo del Capocaccia-Firenze.
Ti prego, ridi.

Forse si e forse no.

[memorandum].Ieri, tu ed io (el burro de l’ante para que non se espante) abbiamo imparato che Beijing non è altro che il nome cinese di Pechino.

Nel contempo iniziano una nuova giornata e una nuova settimana. Entrambe in nome della mia oramai solita apatia, nonchè tendenza al cazzeggio più efferato.
Sabato è stata una giornata carina, se avessi mangiato/bevuto di più ne sarei uscita quasi trasfigurata.
Stanotte ha piovuto e questo andamento metereologico non fa che agitarmi e innervosirmi, farmi chiudere in casa per il troppo sole (e il conseguente mal di testa) o per evitare di inzupparmi i pantaloni fino alle ginocchia a causa della pioggia che cade torrenziale, da queste parti.
Insomma, per l’ennesima volta in queste settimane mi trovo in aula informatizzata a far finta di studiare, in bilico tra impegni incombenti e la voglia di far passare la giornata per arrivare al letto stanotte senza aver subito danni (che c’ho la pelle fragile, di un rinoceronte).
Si sentono notizie strane in giro, gente che sa di gente che nemmeno conosce, gente che si trova a piangere davanti a uno schermo per cose successe a semi-sconosciuti. Tutto il grave, tutto l’orrore, ci passa davanti agli occhi tutti i giorni, può caderci addosso da un momento all’altro. Noi cerchiamo di mimetizzarci per sfuggire alla sorte, passiamo fischiettando come se nulla fosse, come quando alle medie, giocando a palla-prigioniera, si acquistava quel colore grigio-muro-della-palestra e anche quando si veniva colpiti, la faccia di rito era un "eh?".
Continua la lettura di Dominique, un libro fantastico, che forse non dovrei leggere in questo periodo di fragilità estrema. Fa sorridere il racconto del grande che non riesce ancora a concepire di essere stato un bambino e di non esserlo più. Che poi non so se è un’interpretazione esatta di ciò che leggo, ma forse è il ritratto di me, e questo mi basta.
Quando lavo i piatti rubo il tempo al tempo distratto, quello che mi vuole convincere a stare sul letto davanti alla tivvù, con lo sguardo miope anche se porto gli occhiali. Insomma non ho forza per impormi dei comportamenti, avrei voluto, in passato, essere più disciplinata, per non aspettare sempre l’ultimo giorno e non correre dietro a un edonistico modo di vedere i propri impegni che impegni reali (nel senso di impegno fisico e mentale) poi non sono più, se poi non mi impegno a realizzarli, no? (…mi sembra chiaro…).
Dalla mia bocca arriva uno sbuffare sommesso, quasi elegante, in compendio a questo post che rispecchia tutta la mia attuale inattività in tutta la sua potenza distruttrice, che essendo potenza non si esprime del tutto ed è come una goccia che non cade e rimanda la mia guarigione come un rumore sospeso che non esplode. Ancora una volta non interpreto bene ciò che ascolto, ma forse è il ritratto di me, e questo mi basta.

Saluto tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di questa opera magistrale che è la mia vita che mi appresto ad accettare per quella che è.
Ringrazio dunque: mia mamma, mio babbo e i parenti tutti. Tutte le sorelle che non ho mai avuto (fidatevi sono personaggi reali, tipo Sosetta, Briggitta, SaraSa, QuellaAFerie e forse qualche altra ma non so), di fratelli non ne ho mai desiderati, quand’ero piccola avevo solo una sorella immaginaria, il problema del fratellino non me lo sono mai posto.
Ringrazio inoltre Iva Zanicchi e Johnny Dorelli, la prima per la sua personalità poliedrica che ha sempre accompagnato me e ha sicuramente ispirato le mille sfaccettature di Vincent Gallo, il secondo soprattutto perchè non mi ha mai ben spiegato in che rapporti è con Gloria Guida. Mi rifiuto di cercare su Google, Johnny, sta a te.
Il mio pensiero va inoltre a quelli che hanno avuto modo di cambiare idea sulla mia persona, dandomi alcuni suggerimenti per il futuro.
Ringrazio con tutto il cuore Cristiano Godano e i Marlene Kuntz tutti, solo per il fatto di essere in vita, poi, forse, Manuel Agnelli perchè se non facesse/dicesse certe boiate a volte, alternate a delle grandi genialate, io non avrei nulla da dire/scrivere, ribadisco forse.
Dico grazie alla mia maestra delle elementari, che per prima mi ha dato l’illusione di essere un genio, cosa di cui inizio a dubitare solo ora.
Ora che la lista inizia ad allungarsi, penso a quanto sia difficile per un cantante, uno scrittore o anche solo un tesista (di quelli seri, non come me) scrivere i ringraziamenti in così poco spazio. Cari voi che non siete stati citati, sappiate che vi ringrazio un bè, ma giunta a questo punto mi sento molto stanca.
Era da tempo che lo volevo fare, ma ora non ne sono più sicura. La compilazione della lista dei ringraziamenti mi distoglie dall’idea di diventare una grande rockstar.
Mi rassegnerò a fare l’ingegnere con velleità da operatore ecologico.