Archivio mensile:febbraio 2007

Dal diario di una zitella…

A me i lucchetti sul Ponte Milvio fanno tristezza.

Di qualunque fazione politica tu sia:

non c’è proprio un cazzo da ridere.

E anche se sei moglie di un Premio Nobel,

Afghanistan si scrive con la H.

Voglio emigrare, manipolo di stronzi.

Sono una professionista del Sogno, io.
E riesco pure a provocarmi palpitazioni e fremiti quando penso al pianto di un bambino nella notte e a quattro mani che lo accarezzano, non due.
Alla stanchezza delle notti insonni condivisa e goduta, non rivendicata.

Vieni sogno, io ti aspetto.
E faccio di queste coltri una morbida casa, un cielo e un nido.
Il caldo dell’acqua la mattina sulla pelle confina con i brividi raccolti nell’accappatoio.
S’appressano in un’onda che presto si acquieta e in quell’accoglienza trovo respiro, lungo il cammino vivo una danza.
Subito è notte e spengo la luce.
Doveva essere facile per noi, cresciuti fra i segni, distinguere il possibile dal magnifico.
Eppure mi accuccio, la testa ormai in volo, scorgendo un abbraccio in un semplice cuscino.

A me il calcio piace solo quando è sentito così
[e sotto sotto è un regalo a Sosetta]



(*)
Bendito sea el mundial con que soñamos
Bendito cada nombre que ha sido designado
Benditos los pibes que siempre sacamos
El peso de la historia, el respeto ganado
Maldito sean los recuerdos dolorosos
Maldita la impotencia, la injusticia que vivimos
El volvernos a casa cada uno por su lado
Las finales sin jugar y quedarme en el camino
Bendita la anestesia general a los dolores
La tristeza que curamos con abrazos
Las gargantas que se rompen por los goles
El sentirnos los mejores por un rato
Malditos los sorteos y los grupos de la muerte
Los controles sin azar que asignaron nuestra suerte
Malditos los mezquinos que juegan sin poesía
Los que pegan, los que envidian, los que rompen y lastiman
Bendito sea el orgullo con el que entramos a la cancha
El potrero y la pelota no se manchan
La tv que repite la gambeta
Inflar las redes de los otros, inflar el pecho de los nuestros
Merecer la camiseta
Los turistas, los cronistas, los sponsors, los amigos, el himno
y las mujeres siguiendo los partidos
Bendita las cabalas que dan resultado
Las risas y el llanto que guardaremos tanto
Y bendito ese momento que nos regala el fútbol
De poder cambiar nuestro destino
Y sentir otra vez y frente al mundo
Lo glorioso y lo groso de ser Argentino


(*) a grande richiesta: la traduzione
Benedetto sia il mondiale che sognammo
Benedetto ogni nome che è stato designato
Benedetti i ragazzini che sempre leviamo dalla strada
Il peso della storia, il rispetto guadagnato
Maledetti siano i ricordi dolorosi
Maledette l’impotenza, l’ingiustizia che vivemmo
Il ritornare a casa ognuno per conto suo
Le finali non giocate, e fermarsi per strada
Benedetta l’anestesia generale ai dolori
La tristezza che curammo con abbracci
Le gole che si squarciano per i goal
Il sentirci i migliori per un momento
Maledetti i sorteggi e i gruppi della morte
I controlli non casuali che segnarono la nostra sorte
Maledetti i miseri che giocano senza poesia
Quelli che picchiano, quelli che invidiano, quelli che rompono e imprecano
Benedetto sia l’orgoglio con cui scendiamo in campo
Il terreno e la palla non si macchiano
La tv che ripete il gioco di piedi
Gonfiare la rete degli altri, gonfiare il petto dei nostri
Meritare la maglia
I turisti, i cronisti, gli sponsor, gli amici, l’inno
e le donne che seguono le partite
Benedette le cabale che danno un risultato
Le risate e il pianto che conserveremo a lungo
E benedetto quel momento che ci regala il calcio
Di poter cambiare il nostro destino
E sentire un’altra volta di fronte al mondo
Quanto di glorioso e grande c’è
nell’essere Argentino.

"Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore,
ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete"
(Mt 7,15-16)


Siamo proprio sicuri sicuri sicuri che non esistano principi più alti della libertà di parola?
Io penso che anche Voltaire si schiferebbe nel leggere queste cose.
Penso alle varie giornate della memoria, penso di vivere in una parte del Mondo fra le più ingenue e ottimiste, e penso che dall’altra parte della fune ci siano ben altri intenti.
Siamo sicuri che questo Giusto e Democratico Occidente sia veramente compatto?
C’è chi impegna la ricerca in applicativi per la medicina, c’è chi la impegna in simulatori di guerra.
C’è chi consente che certe cose anche solo si pensino eppure pretende di insegnare giustizia e democrazia.

Un libro letto un po’ di tempo fa, che fece piangere più di un abitante di Casa Cimiano, contiene scampoli del dolore in cui affogava il profondo Sud degli Stati Uniti in quegli anni.

"Basta guardare qualcuno in faccia un po’ di più,
per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio"
Paul Auster – MrVertigo