Archivio mensile:marzo 2007

"Quella vera sarà senza un graffio di ruggine"

Ci avevo pensato: tutto troppo veloce, tutto troppo intenso.
Ho detto: schiacciamo sul freno (mi raccomando la frizione).
Ma questa intensità mi appartiene, la amo.
E vorrei che fosse per sempre, e se così non fosse almeno avrò vissuto.
Perché di amore centellinato, di momenti che si trascinano in anni non so che farmene.
Un viso inatteso, un gioco mal giocato.
Ed ecco che la felicità, che vedevo così improbabile, così estranea a questo mondo, mi sorprende appena dietro l’angolo, come un furfante scaltro.

Prendimi pure tutto quello che ho.

disegno: www.explodingdog.com

Wishes
[sottotitolo: essere immaturi sulla soglia dei 27 anni]

Quiero que se me pinte bonita la vida.
Que no me pierda otra vez buscando esas flores de papel
que alguien pintó del color que quería para mi vida.

Yo sólo soy un payaso con gafas azules.
Me las dieron hace tiempo a cambio de fama
y una historia pegada a la espalda:
“Esta niña no ha roto nada”,
y en mi vida, mi amor, esto no es lo que…

quiero que no me rompan las ilusiones.
Quiero quedarme tranquila durmiendo en tu almohada
y no ver después que no sirvió de nada.

Yo que te he prometido toda la vida.
Yo que he esperado tanto a que llegaras
y ahora, siempre te miro de afuera,
como si yo no estuviera.
para hacerme feliz hay que estar muy loco…
por mí.

Nena daconte – Loco por mí

Estrospezione

"- Ma cos’hai fatto in tutto questo tempo?
– Non ho visto nessuno – dice lui – Ho vissuto la vita di una piccola città. E’ come dire: fermate tutto, fermate il rumore; t’immagini come sarebbe allora?
– Si…
– La vita è composta di alcuni elementi basilari – dice Dean – Naturalmente ci sono un sacco di impurità, è questo che è fuorviante.
Dean le ha sempre insegnato qualcosa, e lei ora lo ascolta con gravità.
– Forse quello che sto dicendo può sembrare misticheggiante, ma in tutti, Ame, in tutti noi, in un modo o nell’altro c’è il desiderio di trovare quegli elementi, di scoprirli, capisci? A volte penso che siano gli stessi per tutti noi, ma forse non è così. Insomma, pensa ai Greci, guardiamo a loro e diciamo, ah, hanno costruito questa civiltà, tutto questo mondo straordinario, a partire da poche cose semplici. Perché non possiamo farlo anche noi? E se non una civiltà, perché ciascuno di noi, guidato nel modo giusto, non può costruire almeno una vita, una vita felice, intendo? Gli elementi per farlo ci sono, credimi. Quando entri in certe stanze, quando vedi certe facce, di colpo ti rendi conto che li hai proprio davanti. Capisci cosa intendo?
– Certo – dice lei – se uno riuscisse ad ottenere questo, avrebbe tutto.
– Senza, invece, avrà soltanto… – si stringe nelle spalle – una vita.
– Come quella di tutti.
– Si, una vita qualunque."

James Salter – Un gioco e un passatempo

Foto: http://www.peripheralfocus.net

Magre Consolazioni

Da una parte c’è chi investe ottimamente 30 euro per vedere Damien Rice a Milano, dall’altra c’è chi agggratis si vede Nena Daconte e Julieta Venegas sul letto del fiume Turia.
La consolazione sta nel fatto che almeno non sto andando a vedere Miguel Ángel Muñoz.

Brigggitta sei pregata di farmi un resoconto dettagliato.

Percorrendo il vialetto che taglia il prato dietro l’ufficio in due identiche metà mi ha colto di sorpresa l’accenno di tramonto sugli altri edifici dell’Università.
E’ primavera ormai, e l’aria è chiara, il clima mite.
Gli altri possono vedere le stesse cose che vedo io? Nello stesso modo?
A te avrei voluto regalare ogni singola striatura di rosso, ogni stralcio di nube, ognuna delle luci che dai lampioni prendono vigore al calar del sole.
Una canzone in testa, di quelle sentite un milione di volte ma mai abbastanza per capire quanto realmente ci rappresentino.

There’s still a little bit of your taste in my mouth
there’s still a little bit of you laced with my doubt
it’s still a little hard to say what’s going on
there’s still a little bit of your ghost your witness
there’s still a little piece of your face i haven’t kissed
you step a little closer to me
still i can’t see what’s going on
stones taught me to fly
love taught me to lie
life taught me to die
so it’s not hard to fall
when you float like a cannonball
there’s still a little bit of your song in my ear
there’s still a little bit of your words i long to hear
you step a little closer each day
so close that i can’t see what’s going on
stones taught me to fly
love taught me to lie
life taught me to die
so it’s not hard to fall
when you float like a cannon
stones taught me to fly
love taught me to cry
so come on courage
teach me to be shy
‘cause it’s not hard to fall
and i don’t want to scare her
it’s not hard to fall
and i don’t wanna lose
it’s not hard to grow
when you know that you just don’t know

Damien Rice -Cannonball

Foto da Paixaum

Introspezione

"La solitudine. Lo si capisce d’istinto che ha dei vantaggi che devono essere più intimamente soddisfacenti di quelli di altre condizioni, tuttavia è difficile.
Inoltre come si fa a distinguere tra le condizioni che sono produttive, che malgrado siano sgradevoli ci danno forza o ci spingono a grandi cose, e quelle in cui sarebbe molto meglio non trovarsi? Quali sono preziose e quali no? Perché è così difficile essere felici da soli? Perché è impossibile? Perché ogni volta che sono inoperoso, a volte anche prima, proprio mentre sto facendo qualcosa, mi vedo soggiogato, lentamente ma inesorabilmente, dal potere delle loro azioni?
Silenzio. Lo ascolto, il silenzio di quella stanza che mi lascia stremato. Quelle frasi calme alle quali lei sa rispondere così bene mentre, a piedi nudi adesso, gli va incontro nel buio.
Non sono andato abbastanza a fondo, è questo il punto. Nella solitudine bisogna penetrare, bisogna resistere. Il peggio è all’inizio, nel gelo dell’inizio. Bisogna andare oltre. Bisogna andare fino in fondo, superare l’amarezza, i sentimenti giustificati, avanzare sul terreno della solitudine come in una città santa, intuendo la vera gioia. Cerco di evocarla in me, di farla apparire. Sono sicuro che c’è, ma non arriva facilmente. Certo che no. Bisogna vacillare. Bisogna lottare. Gli atti di fede sono fatti per spezzarci fino all’osso."

James Salter – Un gioco e un passatempo

Accettare



Dicevo, prendere atto delle divergenze.
Oggi più che mai.

Ricordo di un vecchio post-premonizione

Allora ero in semivisibilio.
Oggi non ho le qualifiche per tentare di ricostruire l’uovo.
Vabbè.


Foto da http://www.progettoabe.org

Legato a te

Tu sei fredda eppure sei la sola
che mi dà calore
ma non riesci a farci niente adesso
contro il mio dolore
con il tempo ho imparato a odiarti
se solo avessi un cuore
mi lasceresti andare
mi lasceresti andare
perché vivo respiro di notte di giorno
a te piace guardarmi se dormo
mentre sogno distese di grano
di fiori lontano da qui
ma non posso vivere senza di te
io non riesco a vivere legato a te

il mio corpo è una fragile foglia
che nascondo qui sotto le lenzuola
e mi resta ben poco da dire
vorrei essere libero di finire

Tu sei l’unica certezza
di ogni singolo respiro
tu sei l’unica mia confidente
mentre sopravvivo
io non posso più accettare i loro scaricabarile
quante stupide parole
quante inutili parole
mentre vivo respiro di notte di giorno
si sente il silenzio del mondo
un dolore inspiegabile senza motivo
mi soffoca qui
ma non posso vivere senza di te
io non potrò vivere per sempre legato a te

il mio corpo è una fragile foglia
che riposa qui sotto le lenzuola
non mi resta nient’altro da dire
vorrei essere libero di finire

il mio corpo è una fragile foglia
che rimane qui sotto le lenzuola

Simone Cristicchi per PierGiorgio Welby

Metaphorically

Sono Io.
Con le scarpe nuove.
In una foto in Bianco e Nero.
Ma con il colore bene in vista.