Archivio mensile:aprile 2007

C’est curieux, maintenant il me semble que le soleil est redevenu rouge, comme lors de mon voyage aller. Mais je m’en fous pas mal; il pourrait y avoir cinq ou six soleils rouges que ça ne modifierait en rien le cours de ma méditation.

Je n’aime pas ce monde. Décidément, je ne l’aime pas. La société dans laquelle je vis me dégoûte; la publicité m’écœure; l’informatique me fait vomir. Tout mon travail d’informaticien consiste à multiplier les références, les recoupements, les critères de décision rationelle. Ça n’a aucun sens. Pour parler franchement, c’est même plutôt négatif; un incombrement inutile pour les neurones.
Ce monde a besoin de tout, sauf d’informations supplémentaires.

Michel Houellebecq – Extension du domaine de la lutte

Insomma, c’è poco da dire.
Tu mi manchi molto e la giornata non è stata delle migliori.
Anzi, è stata proprio una giornata di merda.
Per te domani (che poi è già oggi) sarà campale.
Ci vorranno pazienza e caparbietà ed io mi sento così incredibilmente inutile…

Non so cosa volere da questi giorni (che saranno mesi) stranieri.
Torno a casa sconvolta da otto ore di ordenador e poche cose in mano.
Me ne sto in casa ripiegata su me stessa: e non me ne dispiaccio.
Qui conosco tanta gente in superficie. Pochissima in profondità: e non me ne curo.
È una cosa terribile per la me di ieri, non per quella di oggi che si trova in stand by.
Aspetto un libretto di istruzioni senza troppe preoccupazioni, chi vivrà vedrà.
Quando sono in attesa mi voto completamente alla filosofia Zen.

Ma torniamo a noi.
Io mi perdo fra le parole inopportune, fra un milione di paure mal spese.
E non so come uscire da questa rete che ordisco io stessa.
Non bastano le parole magiche "ti " e  "amo", ci dev’essere un altro simbolo alfanumerico da qualche parte:
fammi entrare per favore!
Domani (fra qualche ora) sarà tempo di coraggio e di attesa.

Sempre tua.

Cartolina dal mio tempo

Sono stati giorni intensi, vacanze lunghissime, di sole e pioggia.
Ancora oggi, qua in terra spagnola, si sono alternate ore di cielo limpido a momenti di lampi tesi.
Che resta da raccontare?
L’incubo della montagna di lavoro che mi resta da affrontare, la paura delle distanze, degli abbandoni.
Nell’aria ancora lotte a chi più si loda e quelle a chi più si imbroda.
Per me carie ai denti e, a dispetto, un sorriso smagliante.

Recupero il senso dell’orientamento, il contatto con le persone.
Organizzo i miei momenti e non ti lascio spazi, nostalgia.
Sorrido ai giorni che immagino verranno, pieni di cose da fare in due.