Archivio mensile:maggio 2007

Poesiola

Non ci vuole niente per incurvare
una linea nata dritta.
una retta nata sghemba.
che accorre numerosa.
che sola si raduna.

"- Carvalho, la ética ya no puede ser prêt a porter, la ética debe hacerse a la medida. Yo tengo un amigo, ex joven filósofo, que ha montado una sastrería de éticas a la medida. Tenga su tarjeta. Es muy importante tener una ética a la medida porque si no se tiene muy clara la eficacia de la razón en las normas de la propria conducta se estropea la columna vertebral del comportamiento y empiezan a aparecer por doquier hernias psicológicas.
– ¿Y si inevitablemente entras en crisis?
– No se ensimisme. Cambie de olla a presión por ejemplo. El optimismo humano debe cimentarse en el inventario de los logros positivos y neutrales: la olla a presión, la lavadora eléctrica, la cinta aislante, la anestesia…Eso sí ha sido eticamente revolucionario. Pero sobre todo, no se ensimisme, porque el recurso del narcisismo es contingente y una persona ensimismada una de dos…

Vacilaba sobre como terminar la conferencia.

– Una de dos…qué…
– El hombre ensimismado fatalmente deviene a suicida o asesino…El soliloquio le conduce a la evidencia de que sólo se necesita a sí mismo y puede ultimar esa pulsión en la muerte.
Y si no necesita a los demás ¿por qué el tabú del homicidio?
– ¿Cuánto se debe por el consejo?
– Diez mil pelas y la voluntad."

Manuel Vázquez Montalbán – Sabotaje Olímpico

Me|Myself

The more precisely the position is determined,
the less precisely the momentum is known in this instant,
and vice versa.

Werner Karl Heisenberg – Uncertainty Paper (1927)

"…you could taste heaven perfectly"

Riscoprire la bontà negli occhi. Nei gesti.
Sbarazzarci di quella coperta pesante nella quale ci siamo avvolti con perizia, per anni.
L’immagine dell’essere dannato, dell’arpia.
E’ tardi, pensavo. E’ notte fonda ormai.
Poi mi sono detta: "Chi sono io per decidere chi sono?"

Ho lasciato che tu mi vedessi senza condimento.
Che mi gustassi con al massimo un pizzico di sale.
E mi son vista buona. E bella, per giunta.
Capace di vivere da Sola, ma pronta a lanciarmi in un abbraccio.
Senza paracadute.

Current mood: bipolar

Spesso succede che lo stomaco si risvegli e prenda le sembianze di un pozzo senza fondo.
A volte invece riesci a non sentire la fame, anche se ti stai annoiando e l’unico amico che hai a portata di mano è il frigo.
Oggi doveva essere un giorno di ferie. E invece ho lavorato, se così si può dire.
Pensi alla tua vita e la senti sotto le mani che scorre e freme, e senti che con le mani la puoi fermare, riavvolgere, correggere, guidare.
Per un secondo (forse un po’ di più, il tempo di un racconto) riporti alla mente giorni passati e ti vedi che ti muovi, sbraiti, piangi o porti rancore.
E quel fantoccio non sei tu.
Oh no, per nulla.
La miglior cosa da fare, dice la ragione, è cercare il filo che unisce le due manifestazioni di te. Individuare dove esattamente si trovi la cornice dello specchio, l’affiorare dell’erba dalle rive dello stagno.
La miglior cosa da fare, dice la pancia nel suo contrarsi, è vedere nell’attuale pezzo di vita LA Vita.
I Giorni.
E del resto portarsi appresso solo i risultati, buoni o cattivi che siano.
Quelli si che ti rimangono incollati alla pelle, i detriti.
Ci sono giorni in cui ti svegli con la sensazione di essere una superstite.
E finisce che vai a dormire e ti senti una cavia.

Devo smettere di leggere Houellebecq.

Somedays aren’t yours at all,
They come and go
As if they’re someone else’s days
They come and leave you behind
someone else’s face

And it’s harsher than yours
And colder than yours

They come in all quiet
Sweep up and then they leave
And you don’t hear a single floor board creak

They’re so much stronger
Than the friends you try to keep
By your side

Downtown, Downtown
I’m not here, not anymore
I’ve gone away
Don’t call me, don’t write

Regina Spektor – Somedays

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