Archivio mensile:giugno 2007

Torniamo a Bomba

Un ritorno alle origini per quanto riguarda questo fantastico blog.
Un test magnifico in cui, neanche a dirlo, il mio punteggio è stato 20/20.

Enjoy (if you can) 🙂

There has to be an invisible sun
It gives its heat to everyone
There has to be an invisible sun
That gives us hope when the whole day’s done

The Police Invisible Sun (1981)




Tempo dove cazzo corri?
Non vedi che me ne sto qui?
A cercare di capire come posso fregarti da ferma.
E, nonostante l’avvicinarsi della data di scadenza,
riesco ancora a perderti senza troppo rimorsi, tempo.

Scendo in campo
[ma non sono l’unta del Signore, con tutti i soldi che spendo in Shampoo]

Negli ultimi post mi sono concentrata particolarmente su di me, su quanto di bello e meno bello sto vivendo, ed è da una vita che non mi esprimo su questioni per le quali, cari i miei lettori, non siate portati a commentare "sti cazzi".
E’ venuto il momento, a grande richiesta (?), dopo l’anatema contro Luttazzi e le considerazioni sulla libertà di espressione e associazione relative al Ku Klux Klan, di tirare fuori il risentimento, la rabbia o anche solo l’antipatia che certe cose provocano nella mia già abbastanza turbata psiche.

Prima di tutto il Boy Love Day.
Non mi dilungherò sull’argomento "petizione si – petizione no" già abbondantemente affrontato sul blog di Pier.
Voglio solo, dopo essermi documentata adeguatamente (il mio stomaco e il mio cesso ne sono testimoni), rispondere a ciò che ho letto sul sito di un cosiddetto boy lover: puoi teorizzare tutto quello che vuoi, puoi elogiare l’amore per l’infanzia ed escludere il sesso da tutto questo tripudio d’amore ed io, per rispetto della libertà di espressione (tanto vituperata in quest’altro mio post) e perchè i lettori del mio blog non si sognino di darmi, una volta di più, della moralista, posso anche sedermi qui e intavolare questa discussione con te, posso aprire la mia mente da paesello, posso fare finta di crederti quando dici che ti limiti a provare sentimenti e le mani le tieni in tasca.
Ma se ti innamori di un ragazzino un po’ di problemi ce li hai. Magari non si tratta di violenze subite in passato, forse hai solo perso il treno della maturità.
Non mi venire a dire che si tratta di un orientamento sessuale come un altro. E non usare a sproposito la parola "consenziente", perchè nemmeno io alla mia veneranda età talvolta mi sento capace di intendere e di volere.
Siamo gente capace di farsi convincere della propria stitichezza cronica da parte del primo estraneo che passa in video con uno yogurt in mano.
Gente che crede ancora nel telemarketing, gente che si fa truffare dall’ennesima lettera che decreta la vincita di un viaggio alle Maldive: e tu mi vieni a parlare di bambini consenzienti?
E mi parli di amore? Qual è l’amore che dipende dall’età? Ami una persona o la sua carta di identità? O le forme appena accennate che la giovane età implica? (ah, dimenticavo, il sesso non c’entra nulla).

Uno schiaffone di quelli sonori va ai mezzi di informazione italiani che si sono ben guardati dal divulgare la notizia di un evento tale, sulle cui radici è fondamentale riflettere.
O stiamo aspettando che fra dieci mesi l’amico avvoltoio Santoro ci delizi con una delle sue puntate speciali con al centro dell’indagine una notizia che puzza di stantio come l’alito di un vecchio?

Troppi i nodi che vengono al pettine

Sono successe tante cose in quest’ultimo periodo.
Da segnalare:

  • GiorniDiTesi pieni di soddisfazione (pochi) offuscati da GiorniDiTesi di totale frustrazione (molti).
  • Il mio compleanno e il ritrovamento del primo capello bianco sulla mia ormai non più giovane testa.
  • Il mio compleanno e una strana amarezza mista ad apatia, dovuta a domande troppo esistenziali per trovare risposta in giorni come questi.
  • La mia festa di compleanno e una mezza sbronza dopo la quale ho ripreso a sentirmi un essere umano normale.
  • L’acquisto del tutto casuale (giuro!) di un iPod  che, alla luce del piacere crescente datomi dal Frappuccino alla Banana di Starbucks e dall’idea preterintenzionale di acquistare le Nike+, mi spedisce dritta dritta verso la conquista della Carta Verde.

Sono contenta che ci si ricordi di me e di quanto possa essere un’amica preziosa.
Passate le burrasche, ci si risveglia indolenziti ma con almeno un pugno di sabbia fra le mani: perdere i sensi non ci ha impedito di tenere duro.
Mi deludono invece gli sguardi che temono la tempesta, le gambe levate che la rifuggono.
Tu sei una barchetta di carta in una vasca da bagno, io sono il polmone che, sfidandoti, inquieta l’acqua.

Voglia di emancipazione

Eh no, questo no.
Io non coltivo il mio piccolo orticello.
Io lo coltivo, lo nutro e lo proteggo. Cheèddiverso.

Viene la pioggia un giorno si e l’altro pure.
Le melanzane vengono su bene.
Ma se la pioggia non cessa tutto marcisce.

Io non ho un cervello a ore.
E non amo per sentito dire.
Ma soprattutto non odio perché me l’ha ordinato il medico.
Semplicemente penso.
Non metto fatti ed eventi in catene di montaggio, dove tutti subiranno lo stesso trattamento.
La Rivoluzione Industriale è per le cose e non per i pensieri e le opinioni.

Che ritratto piccolo e insignificante, di ameba informe.
Che dolore proprio lì, in quell’angolo che credevo definitivamente compreso.
Ancora strada da fare.
Tanta, tanta, tanta.