Archivio mensile:novembre 2007

C’è chi sorride perché ti crede sconfitto

Baby, you got a bad bad mouth
Everything is poison that’s coming out
Cheating, lying since the day you were born
Someone outta rinse it out with soap

Wash it out, wash it out, wash it out

No kind words are coming out of your mouth
Plenty goes in but nothing good comes out
Badmouth, sad mouth, you were an unhappy child
That doesn’t make your lying tongue alright

Wash it out, wash it out, wash it out

Cos everything is poison
You’ll be the unhappy one
Your lips taste of poison
You’re gonna be left alone

When you told me every word you said
Came from voices talking in your head
Baby, I just think you’re out for what you can get
Your badmouth has killed off everything we had

Wash it out, wash it out, wash it out

Cos everything is poison
You’ll be the unhappy one
Your lips taste of poison
You’ll be in the corner crying

PJ Harvey – The life and death of Mr. BadMouth

Querida Ingrid

Ne avevo già parlato qui. Ma pare non sia cambiato niente.
Gli anni sono diventati cinque e questi stronzi continuano a diffondere il loro credo sotto gli occhi di tutti, nel loro sito ufficiale.
Quello che vedo sono occhi immobili, sofferenza di pochi e indifferenza degli altri.
É in questi momenti che la domanda Ma chi te lo fa fare? ubriaca il cervello e gli fa desiderare per te una vita diversa, fatta dell’agiatezza che potevi permetterti, fatta di famiglia, figli, case calde e accoglienti.
E che si fottano gli altri, quelli che mentre eri già prigioniera non sono andati a votare per te nonostante fossi ancora in lista, quelli che ormai nemmeno contano il numero dei prigionieri, nè si curano della loro nazionalità.
Le parole Colombia e Libertà insieme non vanno da nessuna parte, nè a destra nè a manca.

Economia dello sforzo

Succede che a corto di frasi geniali, mi ritrovi a dire cose senza senso.
E fin qui niente di strano, dirà chi mi conosce.
Ma se al tuo fianco hai un arbiter elegantiarum, questi potrebbe non lasciarti vita facile.

Serate strane, non ne imbrocchi una e non sai con chi prendertela.

Chi si vergognerà di me e delle mie parole,
di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo,
quando verrà nella sua gloria.

Lc 9, 26


Non sapevo come iniziare questo post perché in testa mi girano vorticosamente un milione di frasi, non tutte educate e misurate. Il punto è che sono incazzata come una bestia.

Bando alle ciance. Sono cristiana. Sono cattolica.
E mi fa incazzare Luttazzi quando caga fuori.
E mi fa incazzare che per colpa di gente che crede di avere la verità cucita addosso alla tonaca, talvolta mi debba vergognare di uno dei miei pochi punti di riferimento che ancora non sono crollati.

Ma ancor di più mi fanno incazzare quelli che evocano le proprie radici cristiane e si sposano con rito celtico, quelli che usano il simbolo della croce per nascondere la propria malattia, comunemente nota come razzismo.

Il Vangelo è una cosa semplice. Non è nemmeno troppo lungo da leggere.
Addirittura al catechismo te ne fanno pure un riassunto, nel caso tu sia proprio proprio pigro.
E chiunque abbia fatto le medie, sa cosa è stata la vita di un perseguitato religioso (non solo cristiano) fino al 313 d.C., data dell’Editto di Costantino.

In condizioni normali, basterebbero solo questi due punti a far dire alla gente: "Questo parroco di Paderno di Ponzano Veneto è proprio un figo".
E invece no, il sondaggio del Corriere dice che la maggioranza dei votanti pensa il contrario.
Si discute sulle giuste metodologie da seguire per una efficace integrazione.
C’è un vescovo che è troppo preso a rimirarsi la tonaca piuttosto che difendere a spada tratta uno dei suoi figli.

Io appoggio don Aldo.
Perché come lui ce ne sono pochi.
Perché essere cristiani significa darsi agli altri, subito e senza sconti.
Senza necessariamente una reciprocità, caro Luca Zaia.
Ma non pretendo che tu capisca.
Impegnato come sei a pascolare maiali su terreni incolti.

[Immagine di Laura Nicolodi su http://www.jpergrafando.it%5D