Archivio mensile:aprile 2008

É sempre impressionante constatare come fa buio presto nelle giornate del riposo, quelle tanto agognate.
E quanto di te si siano portate via tutte le persone che, trascinando la loro rete a maglia larga, hanno passeggiato sulla tua vita.
Ma fa presto a ricrescere l’erba dell’esperienza nuova, cade la pioggia, dono di chi non vuole fare razzia ma dentro la tua vita cammina e dentro i tuoi vicoli si perde.

Perché tu diventi casa,
perché il tuo nome diventi il nome di tutto il quotidiano.
Come le foglie in tùrbine,
vesti del vento.

foto da pewter.it

Equidistante da ogni evento del passato, da ogni attesa futura.
E a guardare indietro non sembra vero.
Siamo diversi da tutte le promesse fatte, e si sente dannato chi le conserva nitide nella memoria.
La serenità ostentata non permette di fare la domanda più semplice, e soprattutto non basta a reggere il peso di tutte quelle parole.
Che spezza la schiena e annebbia la vista,
chiude lo stomaco.

There is fortune in my name, Currency in letters
If this life is just a game, I’ll try to play it better
We all started just the same, The hopeful and the hopeless
On the streets we made our name, Our confidence, our harness

I know the marks, They don’t show on the outside
But each of us carries a tale
And one of these days, We won’t talk anymore
Silence begins when we fail, And I
Think I, might break

Now we separate again, But who to lay the blame on
These years of laying claim, To values I could count on

I know the marks, They don’t show on the outside
But each of us carries a tale
One of these days, We won’t talk anymore
Silence begins when we fail, And I
Think I, might break

Emma Pollock – Fortune