Archivio mensile:maggio 2008

Dove ci siamo già viste?

"Il silenzio le fischiava nelle orecchie e la vista le si alterò un poco: si vedeva le mani in grembo insolitamente grandi e al tempo stesso distanti, come se le guardasse da molto lontano. Alzò una mano flettendo le dita e si chiese, come già le era capitato di fare altre volte, come fosse entrata in possesso di quella cosa, quella specie di morsa, di ragno carnoso al suo completo servizio. Che avesse un barlume di vita propria? Piegò un dito e tornò a distenderlo. Il mistero era sigillato nell’attimo prima del movimento, l’istante che separava la quiete dal moto, quando l’intenzione raggiungeva il suo effetto. Era come il frangersi di un’onda. Se fosse riuscita a tenersi sulla cresta, pensava, non era escluso che avrebbe scoperto il proprio segreto, quella parte di sé responsabile del fenomeno. Si portò l’indice vicino alla faccia e prese a fissarlo, ordinandogli di muoversi. Il dito restava fermo, perché lei stava solo fingendo, non faceva sul serio, e perché volerlo muovere, o essere sul punto di muoverlo, non era la stessa cosa che muoverlo per davvero. E quando alla fine lo piegò, il gesto parve partire dal dito stesso, non da un punto ignoto della sua mente. Quando sapeva di doversi muovere? Quand’era che lei lo muoveva? Era impossibile cogliersi di sorpresa. Esisteva soltanto il prima e il dopo. Non c’erano segni di cuciture, linee di giunzione, eppure sapeva che al di là del tessuto liscio che la foderava si trovava la vera se stessa – la sua anima forse? – alla quale spettava la decisione di smettere di fingere, per dare l’ordine definitivo.

Quei pensieri le risultavano familiari e rassicuranti quanto la precisa configurazione delle sue ginocchia con la loro perfetta ma opposta, reversibile simmetria. Un secondo pensiero faceva immancabilmente seguito al primo, ogni mistero generava mistero; chissà se gli altri erano vivi quanto lo era lei. Per esempio, sua sorella era altrettanto importante per se stessa, si giudicava altrettanto preziosa? Essere Cecilia era un’esperienza forte quanto essere Briony? Anche sua sorella possedeva una vera se stessa nascosta sotto la cresta di un’onda, e passava del tempo a pensarci, tenendosi un dito davanti alla faccia? Era così per tutti gli altri, compresi suo padre, Betty, Hardman? Se la risposta era sí, allora il mondo, la società doveva essere complicata in modo insostenibile, con i suoi due miliardi di voci, e coi pensieri di tutti allo stesso livello e le pretese di una vita altrettanto intensa da parte di tutti, e con l’unanime convinzione di essere unici, quando nessuno lo era. Uno poteva annegare in tanta irrilevanza. Ma se la risposta era no, allora Briony si ritrovava circondata da macchine, intelligenti e gradevoli a vedersi, ma prive del genio intimo che lei si sentiva dentro. L’idea era lugubre e malinconica, oltre che improbabile. Perché, sebbene la cosa offendesse il suo senso dell’ordine, doveva ammettere che c’erano enormi probabilità che anche tutti gli altri avessero pensieri simili ai suoi. Lo sapeva, ma solo in termini di sterile teoria; non lo sentiva davvero".

Ian McEwan – Espiazione

Notizie di me

È un po’ che non scrivo, non che non abbia aspirazioni o desideri o cose di cui lamentarmi.
È che tutto quello che penso lo sminuzzo e lo trituro e lo frullo troppo in fretta perché riesca a lasciare una traccia su queste pagine.
Sono giorni di finestre del browser aperte e poi richiuse. Giorni di tentennamenti di fronte al mondo.

Ho scoperto nuove cose riguardo a temi fondanti.
Cos’è un amico e perché lo è.
Cosa non è Amore e perché mi sento miracolata.
Cosa vuol dire "non rubare".
Cosa si sente al di qua della siepe.

1) Indicare, spiegando il perché, di quale personaggio letterario vi innamorereste;
2) Indicare, analogamente di quale personaggio cinematografico vi innamorereste (non l’attore o l’attrice).
3) Nominare sei blogger, preferibilmente tre uomini e tre donne, linkando i blog e segnalando loro la nomination con preghiera di indicare chi li ha nominati.

Così dice di fare la catena inviatami da Cheo. Obbedisco:

1) Barney Panofksy, protagonista de "La versione di Barney" di Mordecai Richler. Avrei creduto sul serio alla sua versione dei fatti. E non per semplice benevolenza.

2) Alex di "Ogni cosa è illuminata": non ci si può non innamorare di un tamarro del genere 🙂

3) Nomino ufficialmente: Francesca, laCoinqua, MiaCugggina, Bubgun, Buffer e Igogor.