Archivio mensile:dicembre 2008

Ma io dico: che palle!
Sempre le solite storie, le stesse frasi di quando dodicenni ci aggiravamo per i vicoli di questo posto credendo di possedere il mondo intero.
Forse perché non sapevamo con certezza che un altro mondo, diverso da questo, senza vicoli e con lampioni funzionanti, potesse esistere sul serio.
Più di una settimana non reggo e so bene che più andrò avanti e meno reggerò.

Paesello stai esaurendo i bonus.
Paesello hai dato i natali a troppa gente di merda.
Che non sa cos’è il pudore. Che, vedendo ‘dignità’ solo come una parola inventata da quelle spocchiose persone studiate, si bevono anche quella degli altri.

Siccome sono di buon umore e voglio contagiarvi, se mi mandate una mail (pj_heela(at)yahoo.it) vi regalo Biùtiful Cauntri.

[immagine: www.villanelle.org]

Sono al freddo e al gelo in un posto che solo recentemente ho capito di amare.
Ma è un luogo terribile che lascia segni indelebili, che dipana funi e lacci e fissa nel tempo cose che altrove potrebbero essere facilmente dimenticate.
Cambiano le fisionomie e le carrozzerie. Ma non cambiano gli sguardi e non cambia la cornice.
E anche ciò che sembra nuovo e insolito nasconde un covo di intrecci ed occhi.

Ogni serata è enigmistica: i bar possono essere letti come libri, se uno ha degli occhi abbastanza esperti. Ma anche chi legge non ne esce sereno, perché non può esimersi dal conoscersi più di quanto vorrebbe: nell’aria si respira il peso dei primi passi ingenui che ci hanno compromessi, irrimediabilmente.

Se finora ti sei salvato, cerca il senso dei tuoi passi di oggi: sarebbe un peccato farsi prigionieri di un libro disgustoso.

It’s a mistery to me
we have a greed
with which we have agreed

You think you have to want
more than you need
until you have it all you won’t be free

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me

When you want more than you have
you think you need
and when you think more than you want
your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
‘cos when you have more than you think
you need more space

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

there’s those thinking more or less less is more
but if less is more how you’re keeping score?
Means for every point you make
your level drops
kinda like its starting from the top
you can’t do that…

society, you’re a crazy breed
I hope you’re not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

society, have mercy on me
I hope you’re not angry if I disagree
society, crazy and deep
I hope you’re not lonely without me

Eddie Vedder – Society

Les valeurs personnelles

Quello che manca a questo Mondo è l’onestà intellettuale.
Il rigore morale.
Quel senso di coscienza che ci impedisca di usare a nostro piacimento tutti i trucchi dell’arte retorica.
Anche a costo di mentire a noi stessi.

Quanto ci sentiamo realizzati appena capiamo di averla scampata!
Quanta baldanza nell’essere riusciti a mentire sapendo di farlo.

Ma la conquista momentanea vale quel passo indietro, quei grammi di coscienza andati in fumo?

È da un po’ che mi chiedo come facciano certi individui a dormire la notte, la testa adagiata su guanciali di menzogne usate come armi, ricoperti fino alla testa da martellate verbali lanciate con leggerezza durante il giorno.
Questa domanda ha il suo valore solo se si dà per scontato che in ognuno di noi alberghi un qualche sentore di pudore personale.
Ma solo da poco ho scoperto che non tutti godono di propri intimi spazi.
Da poco ho concepito come sia facile cacciare dalla finestra quei richiami introspettivi che entrano dopo aver sfondato la porta.