Archivio mensile:giugno 2012

Valigia

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Mi porto il vestito bello.
E i tacchi.
E la roba per il mare.

Viaggio molto leggera.

Giuro che prima o poi la smetterò con l’alcool.

Tutti parlano di sincerità. Tutti parlano di trasporto. Lasciati andare. Fai parlare il cuore. Ma all’atto pratico, ha forse il cuore una bocca? Forse si, ma parla fuori tempo.

O almeno fuori dal tempo che alcuni si sono dati.

Io non sono così e forse sbaglio. Una volta mi hanno detto che cerco di piacere a tutti. Ma non sono d’accordo. Io solo tergiverso. Perché in buona fede aspetto che ci sia un motivo vero per salpare. Perché spero che dall’altra parte ci sia qualcosa che mi aspetti per ciò che sono e non per ciò che posso dare, oggi o magari domani.

Mi sono un po’ stufata delle dinamiche aziendali. Quelle per cui devi sempre dare una stima di quando sarà. Che ti darò il mio cuore insieme al prossimo rilascio, che mi mostrerò intera dopo secoli di pezzi.
Ma i pezzi per me sono una cosa importante, significa che passerò un bel po’ di tempo zoppa.

O cieca o forse muta. E non è molto bello sottovalutare questo genere di sforzo.

Io non lo so se prima o poi qualcuno avrà la forza di mettersi in questi panni, sporchi di tentativi, di terra delle piogge, di erba secca di calura.
Ne dubito fortemente giunti “a estas alturas”, ma ancora ci proviamo. E non venitemi a chiedere perché.

Ogni tanto mi scovo riflessa da qualche parte e non è che non mi riconosco. Non è come quando “Oh ciao, ti ricordi? A cena a casa di Tizio” “mmm fammi pensare. No. Anzi si.”.

È che a 32 anni suonati non so proprio dire chi cazzo sono.
Perché mi sono vista in ventimila forme e mi sono fatta sempre discretamente cagare.
Perché ho pensato un sacco di cose ma anche il loro contrario.

E oggi all’una di notte mi sono vista con gli occhi gonfi e i capelli mossi  e la pelle bianca bianca e ho avuto per una frazione di secondo la sensazione che ci fosse un’intrusa che girava nuda in casa mia.

Adesso non vorrei dire, ma l’avrei cacciata veramente volentieri.

Sharon dice tutto

What’s with the eyes
In the back of the room?
The only ones shining,
The only ones I’d met in years.

It’s not because I always look down
It might be I always look out

I’m biting my lip
As confidence is speaking to me.
I loosen my grip from my palm
And put it on your knee.
In my way, I say
You’re the reason why I’ll move to the city
You’re why I’ll need to leave

You’re the reason why I’ll move to the city
You’re why I’ll need to leave

There was your breath
On the back of my neck.
The only one holding
The only one I had felt in years

It’s not because I always hold out
It might be I always hold on.
It might be I always hold on.

I’m biting my lip
As confidence is speaking to me.
I loosen my grip from my palm
And put it on your knee.
In my way, I say
You’re the reason why I’ll move to the city
You’re why I’ll need to leave.
You’re the reason why I’ll move to the city
You’re why I’ll need to leave.

So what’s with the eyes in the back of the room?
The only ones trying
The only ones I have let in years.
It’s not because I always give up
It might be I always give out
It might be I always give out
It might be I always give out
It might be I always give out

Damien Rice – Volcano

La verità è che il mondo è pieno di gente che
“you give miles and miles of mountains and I’ll ask for the sea”.