Archivio mensile:febbraio 2013

Del clima.

Ancora a scuola, non per stacanovismo ma per la mia solita lentezza nel fare le cose: oggi si consegna un pieghevole da mandare in stampa, per carità di Dio non fatelo piegare a me che non ci sono buona.

Ma parliamo piuttosto del tempo: un giorno caldissimo, dieci giorni freddissimi, un giorno umidissimo e così via a rotazione.

Nell’attesa di un punto di mezzo combatto l’ansia da camminamento della gente di qui che nelle giornate di pioggia diventa ansia da camminamento della gente di qui armata di ombrello.

Raffaela Canu, Sky TG24, New York.

Oh my God I’m so random

Pensavo l’altro giorno mentre giravo da queste parti che la libertà come rispetto della libertà altrui è una enorme panzana (parlerei piuttosto di civiltà, caro maestro). Ma soprattutto pensavo che la libertà quella vera, quella dei leoni che del “fintanto che la libertà delle gazzelle verrà rispettata” non gli importa un beneamato, non serve a un fico secco (se non a portare la pagnotta a casa, nel caso dei leoni).

Libertà = Noia.

Non c’è processo creativo senza vincolo, così come non c’è lo sforzo di arrivare senza il classico “non ce la farai mai”.

Prendiamo ad esempio la serie di opere di Robert Ryman nota come “White Squares”. Si tratta di dipinti quadrati e bianchi. Di quelli “si vabbè così so’ boni tutti” o “falegname+50000£”. Di quelli che mi fanno rissare con gli italiani in vacanza a Londra che anziché andare a bersi una birra al pub o, ancora più auspicabile, starsene a casa, vanno al Tate a passare la giornata. Ma questa è un’altra storia.

Dicevo, tralasciando il mio apprezzamento per l’opera tutta di Ryman, la libertà.

Cosa te ne fai della libertà se davanti hai uno spazio immenso? Su una tela ci può stare di tutto: lo scarabocchio di un bambino, i tagli di Fontana, la noia e l’abbandono di Romina Power, la Gioconda e centomila Madonne con Bambino. Ma cos’è che distingue l’arte dal resto? L’uso di una tecnica specifica, la ricerca di una cifra stilistica, l’esaltazione di un materiale. Tutte cose tramite le quali un autore non fa altro che incatenarsi nella speranza di una ricerca non vana.

Ryman. L’uso del bianco come mezzo espressivo di contrasto rispetto al materiale. Ci saranno anche buoni tutti, ma oramai è tardi.

Raffaela Canu, Sky TG24, New York.

Stato dell’arte

Vi risparmio il pippone sul “è proprio da un sacco che non scrivo qui”, sarebbe ribadire l’ovvio.

Sto da un mesetto e qualche giorno a New York perché avevo voglia di diventare povera seguendo un corso di Design qui.

Durante questo periodo ho fatto un sacco di cose e visto un sacco di gente, ma che ve lo dico a fare. La città è bellissima ed estenuante, molto zozza e molto libera.

Vivo a Brooklyn, precisamente a Greenpoint ed è bellissimo vedere posti familiari quando guardo Girls (è un po’ come quando sei di Torino e guardi Cento Vetrine o vivi a Como e guardi VivOH WAIT).

Mi trovo bene in classe, io faccio l’italiana che si lamenta perché loro mangiano la pizza con su la pasta o intridono la focaccia di aceto come se non ci fosse un domani o fanno l’insalata con gli M&Ms. Nonostante questo pare mi trovino simpa.

Stasera sono andata a fare un giro dopo lezione, ho comprato un giornaletto molto carino nel paradiso dei giornaletti e poi ho preso un caffè bleah che ormai mi sembra vabbè.

Altre considerazioni:

  • Macy’s = 2 piani di Rinascente + 2 piani di Upim
  • La mia unità di misura per l’affetto sarà da ora in poi il Bagel (alle cipolle con formaggio)
  • Biscuit != Biscotto = Cookie
  • Nordstrom Online SI, Nordstrom Rack NO
  • La prossima volta che dico “Che freddo” malmenatemi
  • La prossima volta che sento dire “ATM merda” vi malmeno io

Raffaela Canu, Sky TG24, New York.